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Bambini molto selettivi, che mangiano pochi tipi di alimenti: come aiutarli?

In questo post, alcuni consigli per i bimbi che hanno un’alimentazione molto selettiva, ovvero tendono a mangiare pochi tipi di alimenti. 

Ultimo post completo su questo tema (2024):

https://pediatrachicca.blogspot.com/2024/07/il-mio-bambino-non-mangia-le-verdure.html

....

E’ un problema molto comune, soprattutto intorno ai 2-3 anni: molti bimbi attraversano delle fasi di maggiore selettività alimentare.

Non è necessario obbligare il bimbo a mangiare il 100% degli alimenti esistenti in natura, ma è bene cercare comunque di stimolarlo ad ampliare la sua dieta il più possibile.

(Alcuni di questi consigli, li trovate anche nella serie sullo svezzamento)


1)    Dare il buon esempio

I bimbi hanno naturalmente l’istinto di copiare quello che fanno i genitori e i fratelli/le sorelle maggiori, per cui date il buon esempio, e mangiate tutti insieme a tavola gli alimenti che volete cercare di far apprezzare anche al più piccolo. Se li vede solo nel suo piatto, difficilmente li mangerà!

2)    Riproporre senza forzare

Insistere, minacciare, rincorrerlo per casa, spingere a forza il cucchiaio in bocca, è controproducente, aumentando solo l’avversione verso l’alimento in questione. E’ più efficace invece continuare a riproporre un determinato alimento, senza forzare il bambino a mangiarlo, ma facendoglielo trovare spesso nel piatto, magari cucinato in modo diverso.

3)    Iniziare bene da subito

Meglio iniziare fin da subito a proporre alimenti di diversi gusti e diverse consistenze, cercando di raggiungere un’alimentazione varia- non proporre solo pappe cremose e dal gusto poco definito, o pastine in bianco fino all’anno di vita. Non è detto che poi non attraverserà mai fasi di selettività alimentare, ma sicuramente partire con il piede giusto è importante!

4)    Lasciare libera l’esplorazione

Lasciare che sia il bambino ad afferrare e portare alla bocca gli alimenti, favorisce il suo naturale desiderio di esplorare quello che ha davanti. Forzarlo, imboccandolo con qualcosa che non vuole, viene invece più facilmente vissuto come una costrizione. Per cui per favorire l’assaggio di alimenti che sembra non gradire, meglio orientarsi su un approccio da auto-svezzamento (lasciare l’alimento a disposizione del bambino, per giocarci e, se lo desidera, assaggiarlo).

5)    Aiutarsi con il gioco

Si può rendere interessanti i cibi in tanti modi, soprattutto con i più grandi. Fare la spesa insieme, preparare insieme le pietanze, guardare insieme delle ricette. Fin da piccoli, proporre libri che mostrino diversi tipi di alimenti, giocattoli a forma di alimenti (con tanti tipi anche di frutta e verdura), che lo abituino all’idea che i cibi hanno tanti colori, tante forme e tanti nomi diversi. Stimolare la sua curiosità verso alimenti diversi che ritrova nei suoi giocattoli, nei libri che legge o nei cartoni che guarda.

6)    Non proporre alternative poco salutari

Non offrire sempre un’alternativa: un biberon di latte, dei biscotti, una pasta in bianco, “purchè mangi qualcosa”. Altrimenti bambino si abituerà all’idea che la prima pappa proposta sia solo una sorta di “fastidioso intermezzo”, ma che se si ostina e la rifiuta, poi arriverà qualcos’altro.

7)    Focalizzarsi sulla “qualità”, e non sulla “quantità”

Al giorno d’oggi, il nostro obiettivo deve essere più che altro quello di abituare i nostri bambini a mangiare bene, una dieta varia ed equilibrata, non a mangiare tanto. 

Come visto al punto precedente, non dobbiamo trasmettere al nostro bambino questo messaggio: “va bene tutto, mangia pure latte, dolci, merendine, carboidrati, ti do quello che vuoi, purchè mangi qualcosa”. 

Questo può portare a costruire abitudini scorrette e dannose, che si trascinerà per tutta la vita.

8)    Non riporre troppe speranze su integratori e ricostituenti

La domanda classica che mi viene posta è: ma non posso dargli un integratore, un ricostituente che gli faccia venire più appetito?

La risposta è: sì e no… più no che sì!

Un ciclo di integratori multivitaminici può costituire un piccolo aiuto in periodi di particolare inappetenza, per evitare carenze, ma non risolve il problema.

L’elemento fondamentale è cercare di portare il bambino ad un’alimentazione varia ed equilibrata, e purtroppo nessun integratore ci aiuterà a risolvere la selettività alimentare; un minimo possono agire sull’appetito, ma non sono miracolosi. 

Alcuni esempi di integratori multivitaminici/”ricostituenti” in commercio: BioVit 3 energy; PediArgin; DicoUp; dicoflor complex junior… 

9)    Approfondire quando necessario

In alcuni rari casi, una selettività alimentare estrema può costituirsi come un vero e proprio disturbo di tipo neuropsichiatrico, che necessita di un percorso specialistico, quando raggiunga livelli patologici ed impatti pesantemente sulla qualità di vita, sulla salute e sulla crescita del bambino. Il vostro pediatra potrà consigliarvi gli specialisti a cui rivolgervi, se necessario.

Anche nel caso in cui il bambino non cresca nonostante sembri seguire un’alimentazione adeguata, il vostro pediatra vi consiglierà se è il caso di eseguire degli accertamenti.

(In tutti i casi, sarà una valutazione fatta dal medico, a indicarvi la necessità o meno di eseguire questo tipo di approfondimenti.)

…………

- Serie sullo svezzamento

https://pediatrachicca.blogspot.com/2022/03/lo-svezzamento-come-iniziare-1.html


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