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Stili genitoriali (5): l'elicottero

 Il termine “genitore elicottero” è stato coniato di recente, e descrive essenzialmente genitori iper protettivi, genitori che “sorvolano” costantemente i figli: una categoria che abbiamo visto aumentare esponenzialmente negli ultimi anni.

In alcuni casi sono definiti anche genitori “iper accudenti”.

Condividono alcuni tratti tipici del genitore autoritario o manipolatorio, altri del permissivo, altri unici della loro categoria.

Questi genitori sono quindi iper protettivi verso il figlio, cercano di proteggerlo da ogni dolore, errore o frustrazione, di solito intervenendo fisicamente per aiutarlo.

Da piccoli, potremo vedere che sono genitori che tendono ad imboccare i figli per paura che si strozzino, se afferrano il cibo da soli.

Quando li portano dal pediatra, sono timorosi, soffrono quando il bambino deve affrontare piccole procedure come vaccinazioni o tamponi (spesso, trasmettono la propria ansia al figlio).

Spesso sono mamme che allattano al seno multiple volte durante il giorno e la notte anche bimbi grandicelli, perché il piccolo vuole la sua costante coccola, come un neonato.

Quando i bimbi crescono, il genitore elicottero spesso si sostituisce a loro nelle piccole azioni della vita quotidiana: non versare l’acqua che la rovesci, ti allaccio io le scarpe che tu non sei capace, metto a posto io che faccio meglio.

Il bambino non riesce a sviluppare un senso di autonomia, ma neanche di fiducia nelle proprie capacità.

Spesso questo tipo di genitori possono anche “soffocare” il ruolo di altri adulti nella vita dei figli, a volte, per esempio, anche quello dell’altro genitore.

Al parco giochi, saranno quelli che corrono dietro al bambino perché deve stare attento, e attenzione che cadi, e non lì che ti sporchi…

Nel gioco con gli amici, tenderanno ad intervenire a difesa (a volte magari ingiustificata) del proprio pargolo.

Arrivati all’età della scuola, questi genitori potrebbero essere quelli che vanno a colloquio con gli insegnanti, chiedendo perché hanno dato una nota o un brutto voto al loro preziosissimo e bravissimo figlio. Lo consoleranno dicendo che non è colpa sua, è l’insegnante che è incompetente.

Da grandi, purtroppo, spesso si mantiene questo atteggiamento iper protettivo e giustificante;

Il prof ti ha bocciato? Facciamo ricorso!

Tua moglie non ti ha cucinato la cena che volevi? Che donna degenere, vieni da mamma che cucina meglio.

A volte, il genitore “iper accudente” tende a sviluppare una dipendenza emotiva dal proprio figlio, al punto che il “proteggerlo”, il “non farlo allontanare”, non viene fatto più tanto neanche per il bene del figlio, ma inconsciamente per il bene del genitore; perché il figlio è il rapporto affettivo più importante della sua vita e non riesce a stare emotivamente senza di lui (o di lei).

Questo tipo di genitori sono aumentati tantissimo negli ultimi anni, in molti paesi del mondo, compreso il nostro.

Contraria della cultura dell’iper protettività è ad esempio la filosofia Montessoriana (se vi interessa, potete vedere i post sul tema), improntata invece proprio sullo stimolare l’autonomia, la libertà, la fiducia in sé, ma anche il senso civico.

È un tema caro anche agli autori che parlano della genitorialità dei paesi nordici, come ad esempio nel libro “educazione nordica” di Federica Pepe.

Ma che rapporto ha il genitore elicottero con gli stili genitoriali visti nei post precedenti?

Ne può ereditare dei tratti: può avere caratteristiche autoritarie o manipolatorie nell’imporre al figlio le proprie idee; viceversa può essere a tratti permissivo nel giustificare tutti gli errori del figlio, “difenderlo” dalle frustrazioni del mondo esterno, e nel cercare di accontentare alcuni suoi desideri, soprattutto quelli materiali.

In generale, il genitore elicottero tende a tenere il figlio molto legato a sé, non permettendogli di apprendere quelle abilità fondamentali per vivere in mezzo agli altri: la fiducia in sé, il rispetto delle regole, il senso civico.

Studi hanno evidenziato che questo atteggiamento genitoriale è legato anche ad un maggiore rischio di sviluppare ansia o depressione da grandi.

Un libro bello ma molto impegnativo, che tratta di questo tema, è “troppa famiglia fa male”, della psicologa e psicoanalista Laura Pigozzi.

Lei descrive questi figli di famiglie “troppo presenti” come figli tiranni (come anche quelli delle famiglie troppo permissive) o figli ipnotizzati (manipolati dal genitore a seguire tutto ciò che egli predica, e a non entrare in contatto con il mondo esterno).

Pigozzi ha scritto altri libri sul tema, che non ho ancora letto nella loro totalità, “mio figlio mi adora” e “il plusmaterno: la solitudine delle madri in un'epoca che chiede loro troppo”.

L’autrice usa il termine “plusmaterno” per indicare un genitore (madre o padre) che “esagera” nella sua funzione genitoriale, che va oltre un normale attaccamento e accudimento del figlio, ma arriva a “soffocare” il figlio con la sua presenza costante.

Al contrario, il “minusmaterno” sarà un genitore che è invece troppo distaccato, assente, poco presente.

La virtù, come sempre, sta nel mezzo, quella del genitore presente, ma “sufficientemente separato” dal figlio da non soffocarlo.

L’autrice si interroga anche sulle ragioni sociali che possono aver portato tanti genitori ad incorrere in questo approccio del “plusmaterno”, o del genitore elicottero, ovvero le enormi aspettative che la società a volte mette sulle spalle dei genitori (devono essere mamme perfette in tutto, con figli perfetti, sempre felici, che non fanno mai capricci, bravi negli sport, con ottimi risultati scolastici… eccetera).

Questo atteggiamento infatti lo ritrovo spesso anche in quei tipi genitoriali che ho definito “mamma teoria dell’attaccamento”, “mamma informata” o “super mamma”, nel capitolo precedente.

Le reazioni dei figli, come abbiamo visto, potrebbero essere varie:

dall’essere “risucchiati” dal genitore troppo invadente, ed entrare in una co-dipendenza emotiva con lui/lei, distaccandosi dal mondo esterno, ad una sorta di “delirio di onnipontenza”, del tiranno a cui non si può mai dir di no, allo staccarsi magari anche in modo drastico dal genitore, perché il figlio percepisce che è troppo soffocante, che “qualcosa non va”.

Resta però spesso un vuoto in questi figli, perché, paradossalmente, l’essere “troppo” genitore può far sì che non si riesca ad esserlo per davvero; che non si riesca ad essere davvero un punto di riferimento per i propri figli.

Ovviamente, come abbiamo già detto, le reazioni dei figli dipenderanno da molti fattori: dal grado di iper protezione a cui sono sottoposti, dal carattere dell’altro genitore, dal carattere dei figli stessi, e dal lavoro psicologico che fanno su di sé da adulti, da altre variabili esterne (quali il rapporto con amici, professori, colleghi di lavoro, partner…) eccetera eccetera.

Nel prossimo post, parleremo del contrario del genitore elicottero: ovvero il genitore negligente, o poco coinvolto.

https://pediatrachicca.blogspot.com/2025/07/stili-genitoriali-6-il.html

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Ciao a tutti, sono Federica "Chicca" Persico, pediatra di famiglia a Casalmaggiore (Cremona).   Ho studiato medicina a Parma, e mi sono laureata nel 2015. Ho iniziato a scrivere questo blog dopo essermi specializzata in pediatria, iniziando a lavorare sul territorio come pediatra di famiglia.  Ricordandovi che questi articoli non possono sostituire i consigli personalizzati che possiamo fornirvi di persona, spero che possano essere comunque utili per trovare delle informazioni di carattere generale, sempre disponibili, anche quando il pediatra non c'è. un bacio a tutti, Chicca ... Vi ricordo che è disponibile la   TRADUZIONE AUTOMATICA     di tutto il blog con Google Translate (in alto a destra) AUTOMATIC TRANSLATION of the entire blog is available with Google Translate (in the top right corner) ਪੂਰੇ   ਬਲੌਗ   ਦਾ   ਆਟੋਮੈਟਿਕ   ਅਨੁਵਾਦ  Google  ਅਨੁਵਾਦ  ( ਉੱਪਰ   ਸੱਜੇ   ਕੋਨੇ   ਵਿੱਚ )  ਨਾਲ   ਉਪਲ...

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