Il termine “genitore elicottero” è stato coniato di recente, e descrive essenzialmente genitori iper protettivi, genitori che “sorvolano” costantemente i figli: una categoria che abbiamo visto aumentare esponenzialmente negli ultimi anni.
In alcuni casi sono definiti anche genitori
“iper accudenti”.
Condividono alcuni tratti tipici del genitore
autoritario o manipolatorio, altri del permissivo, altri unici della loro
categoria.
Questi genitori sono quindi iper protettivi
verso il figlio, cercano di proteggerlo da ogni dolore, errore o frustrazione,
di solito intervenendo fisicamente per aiutarlo.
Da piccoli, potremo vedere che sono genitori che
tendono ad imboccare i figli per paura che si strozzino, se afferrano il cibo
da soli.
Quando li portano dal pediatra, sono timorosi,
soffrono quando il bambino deve affrontare piccole procedure come vaccinazioni
o tamponi (spesso, trasmettono la propria ansia al figlio).
Spesso sono mamme che allattano al seno multiple
volte durante il giorno e la notte anche bimbi grandicelli, perché il piccolo
vuole la sua costante coccola, come un neonato.
Quando i bimbi crescono, il genitore elicottero
spesso si sostituisce a loro nelle piccole azioni della vita quotidiana: non
versare l’acqua che la rovesci, ti allaccio io le scarpe che tu non sei capace,
metto a posto io che faccio meglio.
Il bambino non riesce a sviluppare un senso di
autonomia, ma neanche di fiducia nelle proprie capacità.
Spesso questo tipo di genitori possono anche
“soffocare” il ruolo di altri adulti nella vita dei figli, a volte, per esempio,
anche quello dell’altro genitore.
Al parco giochi, saranno quelli che corrono
dietro al bambino perché deve stare attento, e attenzione che cadi, e non lì
che ti sporchi…
Nel gioco con gli amici, tenderanno ad
intervenire a difesa (a volte magari ingiustificata) del proprio pargolo.
Arrivati all’età della scuola, questi genitori potrebbero
essere quelli che vanno a colloquio con gli insegnanti, chiedendo perché hanno
dato una nota o un brutto voto al loro preziosissimo e bravissimo figlio. Lo
consoleranno dicendo che non è colpa sua, è l’insegnante che è incompetente.
Da grandi, purtroppo, spesso si mantiene questo
atteggiamento iper protettivo e giustificante;
Il prof ti ha bocciato? Facciamo ricorso!
Tua moglie non ti ha cucinato la cena che
volevi? Che donna degenere, vieni da mamma che cucina meglio.
A volte, il genitore “iper accudente” tende a sviluppare
una dipendenza emotiva dal proprio figlio, al punto che il “proteggerlo”, il “non
farlo allontanare”, non viene fatto più tanto neanche per il bene del figlio,
ma inconsciamente per il bene del genitore; perché il figlio è il rapporto
affettivo più importante della sua vita e non riesce a stare emotivamente senza
di lui (o di lei).
Questo tipo di genitori sono aumentati
tantissimo negli ultimi anni, in molti paesi del mondo, compreso il nostro.
Contraria della cultura dell’iper protettività è ad esempio la filosofia
Montessoriana (se
vi interessa, potete vedere i post sul tema), improntata invece proprio sullo
stimolare l’autonomia, la libertà, la fiducia in sé, ma anche il senso civico.
È un tema caro anche agli autori che parlano
della genitorialità
dei paesi nordici, come ad esempio nel libro “educazione nordica” di
Federica Pepe.
Ma che rapporto ha il genitore elicottero con gli
stili genitoriali visti nei post precedenti?
Ne può ereditare dei tratti: può avere
caratteristiche autoritarie o manipolatorie nell’imporre al figlio le proprie
idee; viceversa può essere a tratti permissivo nel giustificare tutti gli
errori del figlio, “difenderlo” dalle frustrazioni del mondo esterno, e nel cercare
di accontentare alcuni suoi desideri, soprattutto quelli materiali.
In generale, il genitore elicottero tende a
tenere il figlio molto legato a sé, non permettendogli di apprendere quelle
abilità fondamentali per vivere in mezzo agli altri: la fiducia in sé, il
rispetto delle regole, il senso civico.
Studi hanno evidenziato che questo atteggiamento
genitoriale è legato anche ad un maggiore rischio di sviluppare ansia o
depressione da grandi.
Un libro bello ma molto impegnativo, che tratta di
questo tema, è “troppa famiglia fa male”, della psicologa e psicoanalista Laura
Pigozzi.
Lei descrive questi figli di famiglie “troppo
presenti” come figli tiranni (come anche quelli delle famiglie troppo
permissive) o figli ipnotizzati (manipolati dal genitore a seguire tutto
ciò che egli predica, e a non entrare in contatto con il mondo esterno).
Pigozzi ha scritto altri libri sul tema, che non
ho ancora letto nella loro totalità, “mio figlio mi adora” e “il plusmaterno:
la solitudine delle madri in un'epoca che chiede loro troppo”.
L’autrice usa il termine “plusmaterno”
per indicare un genitore (madre o padre) che “esagera” nella sua funzione
genitoriale, che va oltre un normale attaccamento e accudimento del figlio, ma
arriva a “soffocare” il figlio con la sua presenza costante.
Al contrario, il “minusmaterno” sarà un
genitore che è invece troppo distaccato, assente, poco presente.
La virtù, come sempre, sta nel mezzo, quella del
genitore presente, ma “sufficientemente separato” dal figlio da non soffocarlo.
L’autrice si interroga anche sulle ragioni
sociali che possono aver portato tanti genitori ad incorrere in questo
approccio del “plusmaterno”, o del genitore elicottero, ovvero le enormi
aspettative che la società a volte mette sulle spalle dei genitori (devono
essere mamme perfette in tutto, con figli perfetti, sempre felici, che non
fanno mai capricci, bravi negli sport, con ottimi risultati scolastici…
eccetera).
Questo atteggiamento infatti lo ritrovo spesso
anche in quei tipi genitoriali che ho definito “mamma teoria
dell’attaccamento”, “mamma informata” o “super mamma”, nel capitolo precedente.
Le reazioni dei figli, come abbiamo visto, potrebbero essere varie:
dall’essere “risucchiati” dal genitore troppo invadente, ed
entrare in una co-dipendenza emotiva con lui/lei, distaccandosi dal mondo
esterno, ad una sorta di “delirio di onnipontenza”, del tiranno a cui non si
può mai dir di no, allo staccarsi magari anche in modo drastico dal genitore, perché
il figlio percepisce che è troppo soffocante, che “qualcosa non va”.
Resta però spesso un vuoto in questi figli, perché,
paradossalmente, l’essere “troppo” genitore può far sì che non si riesca ad
esserlo per davvero; che non si riesca ad essere davvero un punto di
riferimento per i propri figli.
Ovviamente, come abbiamo già detto, le reazioni
dei figli dipenderanno da molti fattori: dal grado di iper protezione a cui
sono sottoposti, dal carattere dell’altro genitore, dal carattere dei figli
stessi, e dal lavoro psicologico che fanno su di sé da adulti, da altre variabili
esterne (quali il rapporto con amici, professori, colleghi di lavoro, partner…)
eccetera eccetera.
…
Nel prossimo post, parleremo del contrario del
genitore elicottero: ovvero il genitore negligente, o poco coinvolto.
https://pediatrachicca.blogspot.com/2025/07/stili-genitoriali-6-il.html



Commenti
Posta un commento