All’inizio dell’anno scolastico ci chiediamo se è possibile fare qualcosa per ridurre le infezioni nel periodo dell’autunno-inverno, soprattutto per i bimbi che iniziano a frequentare il nido o la scuola materna.
In questo post vedremo:
Quanto spesso può ammalarsi un
bambino?
Quanto durano i sintomi di una
infezione?
Ammalarsi spesso può essere indice
di un malfunzionamento del sistema immunitario?
Cosa possiamo fare per cercare di
ridurre i malanni?
· Ridurre
l’esposizione alle infezioni
· Prevenire
le infezioni contro cui possiamo vaccinarci
· Buone
norme comportamentali
· Valutare
integratori di vitamina D, o altri, solo in alcuni casi
· Valutare
immunostimolanti, solo in alcuni casi
· Monitorare e trattare problemi comuni come la ipertrofia adenoidea, il broncospasmo e le allergie respiratorie
Quanto spesso può ammalarsi un bambino?
-
Nei primi 2-3 anni in cui frequenta la
comunità infantile (nido o scuola materna), mediamente un bimbo si ammala 6-9
volte l’anno. Questi malanni sono causati da INFEZIONI di virus (i più
frequenti) o di batteri (meno frequenti).
-
Dopo 2-3 anni di frequenza in comunità
infantile, di solito i malanni scendono mediamente a 4-6 l’anno.
-
Durante la scuola elementare possiamo
aspettarci, mediamente, 0-4 malanni l’anno.
Circa il 25% dei
bambini comunque si ammala anche più spesso di così.
Quanto durano i sintomi di una infezione?
Ogni infezione è
diversa, però, di solito:
-
La febbre dura da 2 a 7 giorni.
-
La tosse e il raffreddore da 1 a 3 settimane.
-
Il vomito 1-2 giorni.
- La diarrea fino a 1 a 2 settimane (lieve, a volte anche fino a 3-4 settimane).
Non mi soffermo qui
su come gestire questi sintomi, quando chiamare il medico, quando andare in ospedale:
ne parliamo insieme dal vivo e potete anche leggere i consigli nei post
dedicati.
Ammalarsi spesso può
essere indice di un malfunzionamento del sistema immunitario?
Non è il dato più indicativo.
Infatti, come abbiamo visto, i malanni sono molto frequenti anche nei bambini
sani.
Cosa valutiamo per
vedere come funziona il sistema immunitario del bambino?
·
Ha avuto infezioni frequenti fin dalla
nascita, o sono aumentate quando ha iniziato a frequentare la comunità
infantile?
·
Le infezioni sono frequenti anche se è a casa,
o aumentano quando è in mezzo ad altri bambini ammalati?
Questi primi due elementi,
comunque, ci interessano in misura minoritaria: come abbiamo visto prima, non è
tanto la frequenza, ma il tipo e il decorso delle
infezioni che ci interessa. La frequenza delle infezioni spesso dipende più dalla
esposizione (quanti virus/batteri il bambino incontra sulla sua strada?) che dal
funzionamento del suo sistema immunitario.
·
Vediamo se c’è familiarità per patologie
del sistema immunitario.
·
Se c’è un arresto della crescita o un
significativo calo di peso (sintomo frequente e non specifico, però val la
pena parlarne con il pediatra se succede).
·
Riguardo al tipo di infezioni, vediamo se
sono delle “infiammazioni delle alte vie aeree” comuni, oppure otiti, bronchiti
e polmoniti (queste sono comunque infezioni comuni, ma va valutata la situazione
soprattutto se sono frequenti).
·
La cosa più importante, vediamo se sono invece
davvero infezioni gravi e/o rare, come:
-
Infezioni che necessitano di ospedalizzazione
per almeno una settimana o di terapia intensiva.
-
Infezioni rare come ascessi degli organi
interni, sepsi, o infezioni da germi “opportunisti”, che normalmente non
infettano le persone sane.
-
Infezioni che non guariscono nei tempi in cui
ciò normalmente accade.
Ma quindi, non possiamo farci nulla se il nostro bambino si
ammala spesso?
Solo in parte: possiamo
evitare alcuni fattori di rischio, e seguire alcuni accorgimenti, ma non possiamo cambiare la natura del corpo umano.
Il sistema immunitario
ha bisogno di qualche anno per maturare.
Qualsiasi cosa
facciamo, non potremo ridurre di molto le infezioni che naturalmente ogni bimbo
deve affrontare nei suoi primi anni di vita.
Vediamo alcuni
accorgimenti utili:
1) Ridurre l’esposizione
Come abbiamo visto, l’esposizione
è uno dei principali fattori di rischio che determinano quanto spesso un bambino
si ammala. E’ chiaro: se il bambino incrocia più germi sulla sua strada, si ammalerà
di più, se ne incontra meno, si ammalerà di meno. Cosa possiamo fare:
A) Rimandare l’inizio del nido, se possibile.
Se abbiamo la
possibilità di farlo, possiamo tenere il bambino a casa fino ai 2-3 anni. A 2-3
anni il sistema immunitario è già un po’ più maturo, rispetto a quello di un
bimbo più piccolo, e riesce a combattere le infezioni in modo più efficace.
B) Tenere a casa il bambino il più possibile dopo ogni
episodio infettivo, sempre se ne abbiamo la possibilità.
Non rientrare mezzo
malaticcio, o comunque appena guarito, ma farsi 3-7 giorni di totale benessere
a casa, per dar modo al sistema immunitario di rimettersi in forze.
Ritrovarsi in mezzo
ad altri ammalati subito dopo essere guariti, è un po’ come prendere dei
soldati esausti, appena dopo una battaglia, che si reggono a mala pena in
piedi, e buttarli nuovamente a combattere. Purtroppo, tra malanno e
convalescenza, questo significa che a volte un bambino passerà più giorni a
casa che al nido.
2) Prevenire le infezioni contro
cui possiamo vaccinarci
Possiamo evitare di essere esposti a gravi infezioni da cui possiamo proteggerci attraverso un vaccino: ad esempio il morbillo, la varicella, la difterite, la meningite (da Neisseria meningitidis, Pneumococco), l’epiglottite da Haemofilus Influenzae B...
Per quanto riguarda le
infezioni respiratorie invernali, abbiamo a disposizione un vaccino stagionale
per l’Influenza, che però non ha una
copertura del 100%: spesso non previene completamente i sintomi, ma li rende
meno lunghi e meno gravi, e le complicanze meno frequenti.
Per i neonati, infine, viene proposto anche l'anticorpo "Niservimab", per la protezione da bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale.
Vaccinarsi non indebolisce il sistema immunitario?
No, al contrario: il
vaccino contiene una piccola particella del virus o del batterio da cui vogliamo
proteggerci (o il virus stesso, molto attenuato). Quando il nostro sistema
immunitario vede il virus o il batterio attraverso il vaccino, si attiva, e
produce anticorpi protettivi. Così, quando dovesse incontrare il vero germe, ha
già le armi pronte per combatterlo. Vaccinarsi quindi protegge dai sintomi dell’infezione
ma non inibisce la risposta immunitaria verso quel germe, al contrario, la
rafforza, facendo sì che l’organismo produca subito gli anticorpi necessari per
combattere l’infezione.
Come prenotare il vaccino anti influenzale?
In arrivo il post
dedicato per la stagione influenzale 2026-2027 con tutte le
info.
3) Norme comportamentali
Possiamo seguire alcune buone
abitudini che aiutano a prevenire le infezioni:
-
Insegnare ai bambini a lavarsi le mani prima
di mangiare.
-
Insegnare a non
mettere tutto in bocca, appena sono abbastanza grandi per capirlo.
-
Arieggiare gli
ambienti.
-
Passare il tempo all’aria
aperta invece che in ambienti
chiusi, anche di autunno inverno, nelle giornate meno fredde e piovose, sempre
ben coperti.
-
Evitare l’esposizione al fumo di sigaretta.
-
Seguire una alimentazione
varia, per i più piccoli allattare al seno se possibile (passano alcuni anticorpi della mamma).
-
Dormire adeguatamente.
-
Evitare di
frequentare luoghi affollati con
i bambini sotto ai 6 mesi.
-
Abituare il bambino a fare i lavaggi del naso, anche e insegnare a soffiare il naso appena
riesce (per maggiori info sul lavaggio del naso vedere il post dedicato).
4) Vitamina D
Nelle nostre zone, troviamo
oltre il 90% dei bambini carenti di vitamina D quando fanno esami, pertanto mi
sembra ragionevole consigliare a tutti di fare una integrazione preventiva, a
bassi dosaggi, che è di solito ben tollerata, nei mesi freddi.
In questi mesi, infatti,
il corpo produce poca vitamina D perché è poco esposto al sole. D’estate ne può
produrre anche tanta, ma soprattutto nei bambini, fa fatica a tenerla
accumulata per l’inverno, per cui di solito d’inverno scende molto.
Ulteriori fattori di
rischio per avere la vitamina D bassa sono: avere malattie intestinali come la
celiachia; stare molto coperti anche d’estate, ad esempio per motivi religiosi;
avere la pelle di un fototipo più scuro; essere in eccesso di peso.
*Fino a 1 anno:
assunzione obbligatoria per tutto l’anno, 400-500 UI/giorno (10 mcg), es.
DIBASE 2 gocce, Humana Ditrevit forte 0,5 ml, o qualsiasi altra marca,
mantenendo lo stesso dosaggio.
*1-5 anni: assunzione
fortemente raccomandata per i mesi freddi (Ottobre-Marzo), 500-700 UI/giorno (15
mcg), es. DIBASE 2-3 gocce o una caramella, o qualsiasi altra marca, mantenendo
lo stesso dosaggio.
*6 anni e oltre: assunzione
comunque raccomandata per i mesi freddi, 600-800 UI/giorno (15-20 mcg), es.
DIBASE 3 gocce o una caramella, o qualsiasi altra marca, mantenendo lo stesso
dosaggio.
Integrare vitamina D ci farà ammalare di meno?
Non è proprio così,
semplicemente è una sostanza necessaria all’organismo per svolgere
correttamente tante funzioni, come costruire correttamente le ossa, o far
funzionare il sistema immunitario. Per questo consigliamo di assumerla, ma non
è che “ci fa ammalare di meno”.
5)
Altri integratori
“miracolosi”
No, purtroppo, non ce
ne sono!
Esistono una miriade di
integratori “per il sistema immunitario” in vendita, ma essenzialmente
funzionano solo se il bambino ha una significativa carenza di micronutrienti
necessari; altrimenti, verosimilmente, non fanno nulla. Anche qualora il
bambino avesse la carenza, come abbiamo detto per la vitamina D, l’integratore
non farà sì che “si ammali di meno”, ma semplicemente farà sì che, quando si
ammala, il suo sistema immunitario (così come il resto dell’organismo) possa
lavorare correttamente.
Tuttavia, questi
integratori fanno guadagnare molto alle case farmaceutiche che li producono,
convincendoci che non ci ammaleremo più se li acquistiamo.
Quando può avere senso
utilizzarli?
Quando il bambino ha
una alimentazione selettiva o una dieta restrittiva, ad esempio: non mangia
frutta e verdura, legumi, pesce, carne, oppure sta attraversando lunghi periodi
di inappetenza ad esempio a causa di continui malanni.
Se pensate che il
vostro bambino abbia una alimentazione inadeguata, potete tentare questi
integratori, per cercare di integrare i nutrienti che non riesce ad assumere
con la alimentazione, ma senza aspettarsi effetti miracolosi. L’importante è:
1) non sommare più
integratori magari simili, per evitare sovradosaggi.
2) ricordarsi di
continuare a lavorare per migliorare l’alimentazione. Infatti, purtroppo, ancora nessun
integratore può avere un effetto benefico sulla salute quanto una alimentazione
sana.
Alcuni esempi che ho
visto online e nelle nostre farmacie:
Questi esempi che vi
riporto contengono un mix di sostanze tra quelle più spesso associate in
letteratura scientifica con il buon funzionamento del sistema immunitario, come
la vitamina C, la D, lo zinco, la lattoferrina.
*6 mesi- 2 anni: Hipp
immuno gocce, Phytomunil 03 gocce (includono la vitamina D).
*2-3 anni: Biovit 3
immunoplus sciroppo, Immunoped sciroppo, Buonaflù sciroppo (questi non
includono la vitamina D, va presa a parte). Difensil immuno sciroppo,
Microimmuno sciroppo, Polivit matrix sciroppo (includono vitamina D).
*3 anni +: Difensil
immuno bustine, Pegaso immunojunior flaconcini, Pronto difesa massigen
flaconcini, Esi immuniflor minidrink junior, Polivit immuno matrix flaconcini (includono
vitamina D).
E le caramelle? Di solito
hanno dosaggi un po’ più bassi, però piuttosto di niente, si possono prendere
(es. Multicentrum gummy, Swisse immunigummy, Supradyn difese junior…).
Attenzione: infine, questi integratori non sostituiscono quelli
di ferro e B12 (diete vegane o vegetariane). In caso di dieta vegana
o vegetariana confrontiamoci per capire se è il caso di fare esami e
integratori specifici, se non ne state già facendo.
6) Immunostimolanti
Esistono infine dei
farmaci che stimolano l’attivazione delle cellule del nostro sistema
immunitario, per spingerle a stare il più possibile “sull’attenti”, e pronte a
combattere le infezioni che si presenteranno (ad esempio OM 85 e Pidotimod;
i nomi commerciali “Broncovaxom”/”Broncomunal” e “Axil”).
Questi farmaci non
vanno assunti da tutti, ma solo nei casi in cui le infezioni sono più frequenti
o più gravi della media, e scelti anche in base all’età. Per questi vi
consiglio di non iniziarli spontaneamente, ma di chiedere consiglio al pediatra
per il vostro caso.
Anche per questi, dobbiamo
dire che le evidenze scientifiche non sono fortissime. Tuttavia, alcuni studi hanno mostrato una leggera riduzione delle
infezioni respiratorie utilizzandoli, e anche nella nostra pratica clinica, ci
sembra di notare un leggero beneficio, quindi continuiamo a consigliarli, nei
casi di infezioni particolarmente frequenti, pur sapendo che non sono
miracolosi, e che non a tutti daranno beneficio.
Altre domande:
-
I PROBIOTICI
(fermenti lattici) possono essere utili? Li ho lasciati infondo perché le evidenze
scientifiche sulla efficacia nella prevenzione delle infezioni soprattutto
respiratorie, sono piuttosto scarse. Hanno fatto qualche piccolo studio,
qualcuno con risultati positivi e altri no; ne sappiamo ancora troppo poco per
poter dire che siano proprio consigliati per questa funzione.
L’unico su cui ho trovato qualche
studio in più e anche aneddoticamente ci sembra dia beneficio, è lo STREPTOCOCCO
SALIVARIUS K12 soprattutto per le infezioni ricorrenti da streptococco (nome commerciale BACTOBLIS o BACTOBLIS INFANT,
EVOL).
-
Le CURE TERMALI sono sicuramente utili per sciogliere il muco nei
casi di rinosinusiti croniche, mentre per quanto riguarda l’effetto di
prevenzione di nuove infezioni, gli studi sono molto pochi, quindi non saprei
dare una risposta (spesso nelle pubblicità dei luoghi termali viene detto che
aiutano a prevenire le infezioni, però appunto è una osservazione aneddotica e teorica
più che una certezza basata su ampi studi su umani).
Una osservazione,
che vale sia per le cure termali, che per tutto quello che abbiamo visto finora:
Spesso le famiglie
ricorrono ad alcuni di questi accorgimenti, che sia un integratore, un
immunostimolante, o un ciclo di cure termali, dopo aver combattuto alcuni anni
con infezioni molto frequenti. Nel frattempo il bambino è cresciuto, si è fatto
già 2-3 anni in comunità infantile: è verosimile che le infezioni si ridurranno
comunque. Quindi attenzione, se sentite un amico dire “ah, su mio figlio ha
funzionato benissimo questa cosa, si è ammalato molto meno dopo averla fatta!”:
può essere vero, ma spesso ciò è dovuto solo al miglioramento spontaneo che
comunque si sarebbe visto negli anni, e non necessariamente alla cura
utilizzata. Questo può creare confusione su quanto davvero questi “rimedi”
aiutino.
7) Monitorare e trattare alcuni
problemi comuni nei primi anni di vita
A)
La ipertrofia adenoidea
I bambini nei primi
anni di vita, come abbiamo visto, si ammalano spesso. Le tonsille e le adenoidi
(che sono simili alle tonsille, ma nel naso) sono parte del nostro sistema
immunitario, e si ingrossano quando il bambino sta combattendo una infezione. A
volte, quando il bambino si ammala molto spesso, le tonsille e le adenoidi possono
gonfiarsi e rimanere sempre gonfie.
Le adenoidi in
particolare quando si gonfiano vanno a ostruire il naso, e possono provocare:
naso costantemente chiuso, respiro costantemente a bocca aperta, russamento e/o
apnee di notte, otiti frequenti, calo dell’udito.
Se il bambino ha questi
sintomi, parlatene con il pediatra. Si potrebbero avviare dei trattamenti
nasali volti a sfiammare le adenoidi. Nei casi più gravi può essere eseguito
dall’otorinolaringoiatra un intervento per togliere le adenoidi.
B)
Il broncospasmo
Quando i bambini si
ammalano, soprattutto nei primi 6-7 anni di vita, possono sviluppare anche una
chiusura dei bronchi, che si chiama “broncospasmo”.
Il broncospasmo può
causare una tosse molto insistente, fischio nel respiro, o difficoltà a
respirare. Viene diagnosticato dal medico attraverso l’auscultazione del
torace.
Se al vostro bambino è
stato riscontrato più volte il broncospasmo, vi sarà stato detto di usare i
relativi farmaci (via aerosol o puff) TUTTE LE VOLTE CHE INIZIA AD AVERE TOSSE,
per almeno 6-12 mesi. Ricordatevi quindi di avviarli, se è il caso del vostro
bambino!
Se il vostro bambino
soffre di broncospasmi molto frequenti, vi verrà anche consigliato di fare
certi farmaci tutti i giorni come prevenzione del broncospasmo, per un periodo
di tempo (ad esempio il Clenil o il Fluspiral puff). Parlatene con il vostro
pediatra!
C)
Le allergie respiratorie
Spesso quando un
bambino ha frequenti tossi e raffreddori, i genitori ci chiedono se possa
essere allergico. E’ possibile, ma nei primi anni di vita tosse e raffreddore
sono causati più spesso da infezioni respiratorie, piuttosto che da allergie.
Se pensate che il
vostro bambino possa essere anche allergico, parlatene con il vostro pediatra.
Ecco alcuni elementi
che possono rendere più probabile la allergia o le infezioni respiratorie:
|
|
Più probabile: INFEZIONI |
Più
probabile: ALLERGIA |
|
Età
del bambino: |
0-3 anni |
4 anni + |
|
Tipo
di tosse: |
sia catarrale che secca |
Più spesso secca |
|
Andamento
della tosse: |
ad episodi (viene, guarisce, ritorna) |
costante |
|
Tipo
di muco del naso: |
denso, giallo verde |
liquido e trasparente come l’acqua |
|
Altri
possibili sintomi: |
febbre, mal di gola o male di orecchio, nausea, diarrea, vomito |
starnuti, prurito al naso o agli occhi |
|
Stagionalità: |
peggio da Ottobre a Marzo |
Può essere presente tutto l’anno, ma se è da pollini è peggio in
primavera |
|
Trigger: |
frequentare luoghi chiusi con altri bambini ammalati |
contatto con l’allergene: accarezzare un animale, giocare in
mezzo a piante e fiori, entrare in un ambiente molto polveroso… |
***
Spero che questi
consigli vi siano stati utili!
Altri post utili:
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Come prenotare il vaccino anti influenzale 2026
·
Consigli sulla febbre
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Consigli sulla tosse
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Lavaggi del naso
·
Cosa fare in caso di mal di gola
·
Cosa fare in caso di male di orecchio e approfondimento sulla ipertrofia delle adenoidi
·
Cosa fare in caso di vomito o diarrea
·
Come stimolare i bambini a mangiare di tutto
·
Quando può essere necessario andare in ospedale
·
Come usare i farmaci per il broncospasmo
·
Da metà Novembre o inizio Dicembre, quando
saliranno i casi di Influenza, seguiremo insieme l’andamento della curva dei
contagi, per vedere quando arriviamo al picco, e quando, finalmente, scendiamo!

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